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Quota 100: cos’è, come funziona e i limiti

Quota 100: cos’è, come funziona e i limiti

Ecco chi può andare in pensione in anticipo e quando può farlo, secondo le ultime indicazioni fornite dal governo.  

Anche chi è molto lontano dall’andare in pensione ha sicuramente sentito parlare di Quota 100. Quota 100 è una formula pensata per permettere, a chi sia in possesso di specifici requisiti, di andare in pensione prima di quanto previsto dalla legge Fornero, istituita dal governo Monti nel 2011. Da un punto di vista pratico si può dire che per poter andare in pensione con Quota 100, la somma di età e anni di versamenti contributivi pensionistici deve fare 100, ma la realtà è più complessa e variegata, e per questo è bene approfondire l’argomento e capire cosa esattamente sia questa novità.

Cosa dice la legge Fornero

Con la legge Fornero l’età alla quale un lavoratore può andare in pensione non è fissa, ma è adeguata ogni due anni all’aspettativa di vita calcolata dall’ISTAT. In pratica ciò ha portato a un aumento dell’età pensionabile che, nel periodo corrente, è di 67 anni. La tendenza va verso un aumento dell’aspettativa di vita, e si prevede che nel 2050 si andrà in pensione a 69 anni e 5 mesi, anche se ovviamente questi sono dati che andranno confermati negli anni a venire. Per andare in pensione servono anche, a parte alcune deroghe speciali, 20 anni di versamenti previdenziali. La Quota 100 varata dall’attuale governo si pone come obiettivo di abbassare questi limiti.

Quota 100: cosa vuol dire

Per capire la Quota 100 è sufficiente fare un esempio. Se un lavoratore ha versato contributi pensionistici per 38 anni, può andare in pensione a 62 anni. Infatti, 38+62 = 100. Nel nostro esempio, può essere il caso di qualcuno che abbia cominciato a lavorare a 24 anni, e che non abbia mai interrotto il versamento dei relativi contributi. Da notare che, come esplicitato nel decreto di Quota 100, non si può scendere sotto i 62 anni di età, anche se dovessero essere stati versati i contributi necessari per raggiungere 100. Quindi, non si può andare in pensione a 61 anni con 39 anni di versamenti.

Quota 100 non è un intervento strutturale definitivo, infatti è stato previsto un periodo “sperimentale” che va dal 2019 al 2021. Inoltre, non è obbligatorio, ma volontario. Infatti, anche se si rientra nei parametri di Quota 100, è possibile scegliere di andare in pensione seguendo quanto indicato nella legge Fornero, che rimane comunque in essere.

I limiti di Quota 100

Per calcolare i contributi versati, e per verificare se si rientra nei parametri di Quota 100, chi è iscritto a due o più gestioni previdenziali, e non gode di un qualche trattamento pensionistico da una delle due gestioni, può richiedere il cumulo dei contributi. Inoltre, la Quota 100 non è compatibile con il reddito da lavoro. Vuol dire che, se si usufruisce del pensionamento anticipato con Quota 100, non si può eseguire alcun tipo di lavoro. Sono escluse da questo divieto le prestazioni occasionali sino a un corrispettivo complessivo di 5.000 euro lordi all’anno. Questo divieto decade del tutto al raggiungimento dell’età pensionabile definita dalla legge Fornero.

È interessante notare, a questo riguardo, come Quota 100 sia un prepensionamento, e che il pensionamento vero e proprio entri in essere quando si raggiungono l’età e le condizioni previste dalla legge Fornero.

Quando si può andare effettivamente in pensione con Quota 100

L’accesso effettivo della pensione si raggiunge attraverso delle finestre e possono esserci dei casi particolari. Per esempio, al fine di evitare che restino delle classi scoperte, gli insegnanti possono andare in pensione all’inizio dell’anno scolastico. È anche possibile che, per mantenere la continuità d’esercizio, per esempio negli uffici pubblici, ad alcuni dipendenti sia chiesto qualche mese di preavviso.

Alcune categorie di lavoratori, godendo già di condizioni favorevoli, sono escluse da Quota 100. Tra questi si annoverano Guardia di Finanza, Polizia, Forze armate, Vigili del Fuoco e Polizia penitenziaria.

L’avvio del prepensionamento di Quota 100 è previsto per il primo aprile 2019 per il settore privato, per il primo agosto 2019 per il settore pubblico, e da settembre 2019 per i dipendenti scolastici, e vi potranno accedere coloro che hanno raggiunto i requisiti previsti al dicembre 2018. Chi matura questi requisiti nel 2019 potrà andare in pensione tre mesi dopo nel settore privato, sei mesi dopo nel settore pubblico e in autunno per i dipendenti scolastici. Infine, chi matura i requisiti per Quota 100 nel 2021, potrà andare in pensione nel 2022.

Perché potrebbe convenire non andare in pensione con Quota 100

Ormai da tempo il valore dell’assegno delle pensioni è regolato su base contributiva: più si è versato nel tempo, più alto è l’assegno mensile pensionistico. È, quindi, facile capire come andare in pensione in anticipo usando il prepensionamento di Quota 100 voglia dire versare meno e quindi percepire una pensione più bassa. Il Sole 24 Ore ha eseguito una simulazione per chi va in pensione a 62 anni con 38 anni di versamenti, ossia con il minimo indispensabile per raggiungere Quota 100. Per una retribuzione annua di 30.000 euro che sarebbero stati percepiti con il pensionamento a 67 anni della legge Fornero, la diminuzione è del 22%. Per una pensione di 150.000 euro annui si arriva al 28%. Si tratta, ovviamente, di situazioni generiche che andrebbero verificate caso per caso, ma sono comunque valori rilevanti che potrebbero far scegliere a molti di aspettare. Soprattutto in caso di pensioni basse, potrebbe convenire attendere la pensione di vecchiaia e rinunciare al prepensionamento di Quota 100.

Quota 100 o meno è sempre indispensabile, oggi, integrare la pensione pubblica con un piano pensionistico integrativo. Se non hai già valutato una polizza integrativa per la tua pensione puoi trovare alcuni suggerimenti nella sezione Design Assicurativo e contattaci via chat per avere maggiori informazioni.